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Terminator si avvicina PDF Stampa E-mail
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MondoRobotico
Scritto da illonghi   
Martedì 15 Settembre 2009 00:00

“I robot che decidono in autonomia come, quando e chi uccidere sono alle porte” a lanciare quest’allerta è Noel Sharkey, stimato docente di Intelligenza Artificiale e Robotica all’Università di Sheffield. Ma se i robot militari completamente autonomi sono ormai dietro l’angolo, il loro impiego potrebbe essere controproducente, portare a un escalation quasi incontrollabile della violenza e causare un numero di morti impressionante fra i civili.Secondo Sharkey, gli ufficiali militari hanno un punto di vista sull’Intelligenza Artificiale basato sui film e non capiscono che i robot non hanno la “necessaria abilità discriminatoria. Potrebbero non essere in grado di distinguere fra soldati e civili, dato che questa distinzione a volte risulta già abbastanza difficile agli stessi combattenti umani”. I robot infatti, fa notare Sharkey, avrebbero bisogno di un complesso comune ‘buon senso’, di una programmazione che gli fornisca un modo di riconoscere i civili con esattezza, risultato tecnologico che non è semplice da raggiungere.

FONTE: FONDAZIONE IDIS

Le recenti guerre in Iraq e Afghanistan sono state banchi di prova piuttosto eloquenti, in questo senso. I droni, inizialmente destinati alla semplice sorveglianza, si sono ritrovati ad essere ben presto armati con missili e bombe, durante la guerra al terrorismo proclamata dall’ex presidente americano George Bush. Gli Stati Uniti hanno sul campo, in questo momento, circa 200 droni Predators e 30 droni Reapers, e il prossimo anno potrebbero spendere circa altri 5,5 miliardi di dollari nello sviluppo di tecnologie per veicoli da combattimento privi di piloti umani.

Se questi apparecchi sono attualmente comandati a distanza da uomini davanti a uno schermo di computer, ben presto però si potrebbe aprire l’era di quei robot che possono prendere quasi ogni decisione da soli, e che sono solo ’supervisionati’ da umani. “La novità alle porte è l’arrivo nei teatri di guerra dei robot autonomi armati – continua Sharkey – i robot potranno decidere e uccidere. La tecnologia per cose di questo genere esiste già, non stiamo parlando di un futuro, ma di adesso”.

In questa direzione, ad esempio, è il velivolo Harpy, sviluppato dall’esercito israeliano, che è un mezzo che prima sorvola le zone pericolose alla ricerca di un segnale nemico e, quando pensa di averlo individuato, sgancia missili e lancia un attacco senza nessun intervento umano. L’anno scorso, inoltre, la compagnia aerea spaziale britannica BAe Systems ha completato i test finali di un gruppo di droni capaci di comunicare l’uno con l’altro e di selezionare e decidere l’obiettivo del loro attacco. E anche l’aviazione degli Stati Uniti sta sviluppando questa tecnologia a ’sciame’: molti droni che operano insieme e comunicano reciprocamente.

I droni attuali, anche se sono controllati da umani, hanno comunque causato molte morti di innocenti: come risultato di 60 attacchi conosciuti compiuti fra gennaio 2006 e aprile 2009 in Pakistan, sono stati uccisi infatti ben 607 civili.

 

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