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Il cane robot che guida i non vedenti PDF Stampa E-mail
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MondoRobotico
Scritto da illonghi   
Martedì 09 Marzo 2010 00:00

 

Il prototipo di due diciassettenni israeliani, vede tutto e si ricarica con il sole. Il debutto tra due settimane
La Intel sarebbe già interessata ad acquistare il brevetto

 

GERUSALEMME – Se c’è un gradino, si blocca da solo. Se il marciapiede è affollato, sa come farsi strada. Se la fermata dell’autobus non è proprio dietro l’angolo, è capace di trovarla senza problemi. E se la cava benissimo anche quando bisogna entrare in un negozio, cercare una toilette, attraversare sulle strisce pedonali, perfino salire sulle scale mobili o sul treno. Non fa bisognini, ma aiuta chi ha più bisogno. Non è molto bello a vedersi, ma nel buio di chi lo usa non è una cosa importante. Non abbaia e non scodinzola, ma è pronto a diventare l’amico sentito e fidato di chi è costretto a muoversi in un mondo sordo e infido.

 

Di FRANCESCO BATTISTINI

 

 

PRONTO AL DEBUTTO - L’ «accompagnatore elettronico per non vedenti», ultimo cucciolo della generazione di cani robot, è nato nell’incasinato ed estroso garage di due brufolosi diciassettenni di Gerusalemme. Yoav Copelan e Yoad Fried ci hanno lavorato un anno e mezzo, finalmente il loro Fido per ciechi è a punto e sarà presentato fra due settimane al Museo della scienza gerosolimitano, in apertura dell’edizione 2010 della Conferenza dei giovani inventori israeliani.

 

ENERGIA SOLARE - Va ancora sulle ruote: “Per montargli le zampe meccaniche, come quelle del cane robot che l’esercito americano ha fabbricato per andare in Afghanistan, ci serve ancora un po’ di tempo”. Il cucciolo elettronico nasce dall’assemblaggio di varie tecnologie. Yoav e Yoad sono ricorsi a un sistema gps collegato alla rete dei cellulari, più una serie di sensori molto simili a quelli montati sui Suv per la retromarcia o sulle auto che avvertono della presenza di pedoni. Il guinzaglio è un piccolo pannello di controllo: uno stick elettronico che riceve e legge le indicazioni in braille. E la pappa è praticamente inesauribile: il cane robot s’alimenta a energia solare e si ricarica da solo.

L'INTERESSE DI INTEL - «Crediamo – dicono i due piccoli scienziati - che la nostra invenzione possa aiutare molta gente ad avere una qualità di vita più decente. Non sono i soli a crederlo. Perché il cane robot accompagnatore non ha ancora un nome (il più probabile è Yoa), ma avrebbe già trovato un aspirante un padrone: la multinazionale Intel, che sponsorizza la conferenza degl’inventori e pare sia interessata all’acquisto del brevetto. «Non ne sappiamo nulla», non confermano i due. Il motivo di tanta prudenza forse c’è: Yoav e Yoad sono studenti dell’istituto tecnico Torah Umada (Torah e scienza), all’interno d’una yeshiva, una scuola religiosa ebraica. Da questi centri studi escono molti brillanti ritrovati dell’hi tech israeliana, nello sforzo di conciliare i precetti biblici con le scoperte scientifiche. Proprio la filiale dell’Intel di Gerusalemme, da qualche mese, è finita nel mirino di alcuni gruppi d’ultraortodossi, che contestano alla società di tenere aperti i cancelli di sabato. Per qualche settimana, ogni sabato c’è stata una manifestazione davanti all’azienda. «La nostra speranza – commentano Yoav e Yoad -: è che, a comprare la nostra macchina, sia un imprenditore coi mezzi sufficienti per migliorare il nostro lavoro».

 

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