Ore 8, lezione di robot per imparare le scienze |
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| Fiere&Eventi |
| Scritto da illonghi |
| Sabato 20 Marzo 2010 00:00 |
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Dal progetto alla costruzione: in 12 scuole arriva la robotica Costruire robot come modo nuovo, coinvolgente e divertente di insegnare e di apprendere, capace persino di impedire la dispersione scolastica di cui è ancora molto segnata l’istruzione tecnica e professionale: per portare stabilmente la didattica della robotica nelle scuole, ieri a Torino è stato fatto un passo importante. Dodici istituti, capeggiati dall’Ipsia Galileo Galilei di via Lavagna, si sono ritrovati per passare dalla fase progettuale di una rete «per la robotica a scuola» alla fase operativa. Le scuole coinvolte nell’iniziativa pilota in Italia sono: Ferrari, Grassi, Zerboni, Plana, Magarotto di Torino, il Pininfarina di Moncalieri, il Ferrari di Susa, il Moro di Rivarolo, l’Europa Unita di Chivasso, l’Olivetti di Ivrea, il Majorana di Grugliasco. DI MARIA TERESA MARTINENGO
FONTE: LA STAMPA.IT
«Siamo alla vigilia della firma di un protocollo d’intesa - spiega Franco Francavilla, preside dell’istituto professionale Galilei - tra Camera di Commercio, Regione, Provincia, Ufficio Scolastico Regionale Amma e Società Italiana Robotica e Automazione. L’obiettivo è far entrare la robotica nella scuola in modo organico». Il professor Enzo Marvaso, punto di riferimento del progetto, parla dell’«importante investimento della Camera di Commercio, che con 350 mila euro provvederà all’allestimento delle prime cinque “celle robotizzate” in altrettanti istituti e alla formazione dei primi insegnanti. L’obiettivo è dotare tutte le scuole già nel 2010/2011 dei laboratori necessari a far decollare la didattica». Sulla formazione dei docenti interverrà anche l’Unione Industriale. Francavilla e Marvaso sottolineano come nel loro istituto l’introduzione della robotica sia già realtà e abbia portato «cambiamenti straordinari in ragazzi che apparivano poco motivati: anche quelli che non vedevano l’ora di uscire, restano nei laboratori fino a sera. Bisogna chiudere per farli andare a casa». Ma il risultato ottenuto nell’istituto professionale torinese non è insolito. «Scuole di tutto il mondo - dice Enzo Marvaso - utilizzano la costruzione di robot, la comprensione del funzionamento, la programmazione e il controllo come strumenti per insegnare oltre a informatica, elettronica, meccanica, anche materie come matematica, fisica e persino discipline come la filosofia». La robotica nella scuola quindi non è un corso specialistico, ma un mezzo per insegnare altre materie a bambini e ragazzi di ogni età e rappresenta quindi uno stimolo per gli studenti. La giornata di ieri è cominciata, a Torino Incontra, con il convegno internazionale «Fashion Robot Junior» organizzato dall’Ipsia Galilei, patrocinato dagli enti coinvolti nel progetto didattico e con la collaborazione di iRobot in qualità di sponsor tecnico. «I maggiori rappresentanti della ricerca internazionale nel campo della robotica - riassume il professor Marvaso - si sono confrontati con il mondo della scuola e dell’industria per definire un percorso comune in attuazione anche della Determina n. 93 emanata di recente dal Miur che pone la robotica tra le priorità per innovare la scuola italiana». Docenti e dirigenti delle scuole torinesi hanno ascoltato personalità come l’ingegner Arturo Baroncelli, di Comau, premio Engelberger alla robotica, che ha ricordato l’assoluta eccellenza a livello mondiale della robotica italiana e torinese in particolare. Tra gli altri relatori, il professor Andrea Bonarini del Politecnico di Milano, il professor Paolo Dario, ordinario di robotica biomedicale presso la Scuola Superiore Sant’Anna, il professor Giovanni Muscato dell’Università di Catania. |
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