Alla fiera Roboxotica di Vienna gli ultimi prototipi degli automi pensati per sostituire gli umani nella preparazione dei cocktail
Alberto Sordi nel film “Io e Caterina” aveva acquistato un robot in gonnella per sbarazzarsi di moglie, amante e colf. Erano gli anni '80 e si trattava di fantascienza, oggi è quasi realtà. In Giappone si sono inventati le Fembot, cloni di ragazze bellissime, dotate di un vocabolario sofisticato. Non sta a guardare L'Unione Europea che ha stanziato 6,3 milioni di euro per Dextmart, progetto internazionale di robot domestici, guidato dall'Italia. I robot europei aiuteranno tra dieci anni gli anziani, giocheranno coi bambini, faranno cose straordinarie come pulire, cucinare e diventeranno presenze scontate, come oggi sono quelle di computer, cellulari e tv.
Robot bartender
Le novità robotiche riguardano da vicino anche il mondo del bar. La Yaskawa Electric Corporation, gruppo leader nella robotica, ha in produzione RoboBar che, assicurano le istruzioni, “può lavorare 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, senza soste, vacanze o periodi di malattia”. Mentre a Londra, a due passi da London Bridge, è in funzione Cynthia's robotic bar & restaurant, dove i cocktail sono serviti da una barlady in ferro e circuiti di mille valvole, una Goldrake in gonnella che invece di razzi-missile spara miscelati di tutti i colori.
Prototipi a Roboxotica
A fare una scienza del robot bartending, ci ha pensato l'austriaco Magnus Wurzer, professione futurologo, che dal 1999 col suo gruppo Shifz organizza a Vienna l'evento Roboxotica, il festival dedicato ai robot cocktails. All'ultima edizione hanno partecipato 30 prototipi da tutta Europa che, come da regolamento, dovevano essere in grado non solo di realizzare cocktail, ma anche di interagire con gli umani. C'era la variopinta Swiss Cow, robot con mammelle (al posto dei metal pour) equipaggiate con latte o vodka e, accanto a lei, El Espanol Borracho, automa con cannello da pasticceria incorporato nel braccio meccanico, che preparava drink flambè. Robomoji's, una macchina con carrello rotante e lame affilate che taglia in un baleno centinaia di lime, sminuzza la menta e fabbrica ghiaccio.
La qualità dei drink, per stessa ammissione di Magnus, è lontana anni luce da quella dei barman in carne ossa, ma per lo scienziato e artista austriaco non è così importante. «I nostri sono esperimenti in bilico tra arte e tecnologia. Vogliamo far capire che i robot, pur non potendosi sostituire ai barman, non sono pezzi di ferro, hanno un cuore e come i barman sono soggetti ad errori». E forse domani saranno utili ad aiutare chi lavora. Si aprirebbero così scenari bizzari con i bartender, robot e umani, che lavorano fianco a fianco. Ve lo immaginate il laser usato da Dario Comini del Nottingham Forest di Milano per preparare i Laser Martini inserito nel braccio di un cyborg?
Stefano Nincevich - BARGIORNALE
FONTE: B2B24.IT