| Scritto da illonghi,
04-07-2008 00:00
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Un gruppo di studenti della facolta' di Ingegneria dell'Universita' degli studi di Pisa, coordinato da Adriano Fagiolini del Centro di Ricerca in Robotica e Bioingegneria 'Enrico Piaggio', e' tra i finalisti dell'Esa Lunar Robotics Challenge, competizione internazionale al termine della quale verra' conferito un premio per la costruzione di un veicolo innovativo in grado di muoversi agevolmente sul terreno lunare.
FONTE: AGI
Il prossimo ottobre, i pisani sfideranno altre sette squadre, composte da studenti provenienti da ogni parte di Europa, nella costruzione di un robot innovativo, in grado di entrare nei crateri presenti sulla superficie lunare e prelevare alcuni campioni di materiale. Il robot dovra' essere in grado di muoversi in condizioni ambientali piuttosto difficili, su terreni impervi e in luoghi privi di luce, pervasi dalla sabbia lunare, estremamente abrasiva e potenzialmente dannosa per i meccanismi del veicolo, ed esposti alle radiazioni dovute all'assenza di atmosfera. Dovra' inoltre dimostrare un elevato grado di robustezza ed autonomia, visto che durante la competizione l'intervento umano sara' limitato al solo invio di alcuni comandi da remoto. Il gruppo pisano riflette il carattere internazionale del 'Centro Piaggio'. Il progetto proposto da Pisa nasce infatti da un'idea di Hitoshi Arisumi, post-doc dell'istituto Aist di Tsukuba recentemente in visita al 'Centro Piaggio', ed e' portato avanti, tra gli altri, dai dottorandi Felibe Belo, brasiliano, e Soumen Sen, indiano. Oltre a loro e a Fagiolini, il gruppo e' composto da Simone Alicino, Michael Catanzaro, Stefano Dettori, Fabrizio Flacco, Giorgio Grioli, Manolo Garabini, Gaspare L'episcopia, Federico Puccinelli, Paolo Salaris, Riccardo Schiavi, Ilaria Strazzulla. ''Il progetto di Pisa si basa sullo sviluppo di tre componenti fortemente innovativi nell'architettura del robot - ha commentato Fagiolini - una piattaforma mobile con ruote in alluminio grazie alle quali il robot potra' avanzare in terreni impervi e superare i possibili ostacoli; algoritmi di localizzazione e mappatura che consentono la navigazione in assenza di luce e quando l'ambiente circostante e' solo parzialmente conosciuto; e infine un braccio robotico, che assomiglia molto a una canna da pesca, composto da un braccio rigido e da un cavo estensibile, che verra' lanciato all'interno del cratere lunare e verra' ritratto una volta 'pescato' il materiale roccioso di interesse. Quest'ultimo componente consentira', tra le altre cose, di limitare la difficile discesa del veicolo all'interno del cratere''. A Ottobre, durante i 10 giorni in cui si svolgera' la finale, vedremo le otto squadre all'opera, e verra' decretato il vincitore. |
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