| Scritto da illonghi,
24-02-2008 23:00
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Una piattaforma 3D per lo studio, l’analisi e la risoluzione dei problemi e una serie di esperimenti condotti su robot veri, che trasformano la teoria in pratica. E’ questo sinteticamente il procedimento che sottende al progetto Cogniron (Cognitive Robot Companion – www.cogniron.org), condotto da un consorzio formato da vari istituti, tra cui il Fraunhofer Institute e il LAASCNRS, e finanziato dall’Unione Europea. Scopo di Cogniron: lo sviluppo di macchine in grado d’interagire con l’uomo e capaci di percepire, comunicare e apprendere.
Non certo un obiettivo facile. Come ha spiegato Raja Chatila, coordinatore del progetto, durante il simposio internazionale "Robotics: a new science", svoltosi la scorsa settimana a Roma: "La costruzione di una creatura artificiale pone questioni scientifiche fondamentali: cos’è la percezione? La decisione? L’apprendimento? Una macchina può pensare?". La strada giusta per individuare le risposte, secondo Chatila è racchiusa in una sola parola: multidisciplinarità. Quanto Cogniron ha posto in evidenza, infatti, è che la robotica non può più essere esperita come materia a sé stante ma, affinché si riesca davvero a realizzare l’automa perfetto, occorre che biologia, neuroscienza, informatica, psicologia, ingegneria e filosofia lavorino fianco a fianco.
Di FRANCESCA TARISSI
FONTE: LA REPUBBLICA
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