| Scritto da illonghi,
22-02-2008 23:00
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È stato costruito con lo scopo preciso di fare del male agli umani, in contraddizione con la prima legge della robotica dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov. Però il robot dello scienziato tedesco Sami Haddadin, alla German aerospace centre agency, un prototipo di braccio dotato di sensibilità, ha una valida ragion d’essere: servirà per mettere a punto una generazione di robot che «capiscono» quando urtano o colpiscono una persona; e in grado quindi di lavorare a fianco a fianco con gli esseri umani, per esempio nelle fabbriche o nelle industrie. Il braccio artificiale è dotato di sensori ed è programmato in modo da fermarsi immediatamente se, durante il movimento che sta compiendo, sfiora qualcosa di inaspettato.

Negli esperimenti si è prestato come volontario (dopo una serie di manichini) lo stesso Haddadin, sottoposto a potenziali pugni robotici a stomaco, torace e fronte a una velocità di 2,5 metri al secondo.
Per fortuna il braccio si è comportato come previsto, fermandosi in tempo. Una prima versione commerciale del braccio robotico (informa il New Scientist) sarà in vendita l’anno prossimo ad Augusta, in Germania.
di Giuliano Aluffi
FONTE: PANORAMA
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