| Scritto da Administrator,
06-08-2007 06:24
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WASHINGTON - Il soldato perfetto è arrivato. Non ha mai paura, obbedisce sempre agli ordini, è armato fino ai denti e... non può sanguinare. Si chiama Swords, ed è, ovviamente, un robot. Che l'esercito degli Stati Uniti ha deciso di impiegare, a partire dai prossimi giorni, in Iraq per missioni "ad alto rischio di perdita di vite umane".
FONTE: LA REPUBLICA
Non è la prima volta che un robot viene utilizzato per scopi militari. In Iraq, soprattutto, automi radiocomandati sono stati impiegati fin dai primi giorni del conflitto. Ma limitatamente a missioni di spionaggio e di recupero. Mentre adesso, per la prima volta nella storia, dei robot avranno un ruolo operativo in azioni un tempo riservate a umani: i combattimenti.
Insomma, l'Iraq, è ancora una volta campo di sperimentazione delle armi più innovative. E dopo l'Active Denial System - comunemente noto come raggio del dolore - è tempo della robotica. Ma chi si aspetta un androide in stile Terminator sarà deluso. Gli Swords infatti assomigliano, più che a un soldato, a un carro armato. Con tanto di cingoli e cannone: un mini mitragliatore M249, lo stesso in dotazione agli eserciti Nato. "Ancora non hanno sparato - spiega con orgoglio Micheal Zecca, direttore del programma Swords - ma avverrà presto".
Le prime sperimentazioni degli Swords risalgono al 2004. Ma alcuni dubbi sulla loro affidabilità avevano rimandato il battesimo del fuoco: i robot, a volte, non rispondevano ai comandi, e agivano autonomamente. Un comportamento del genere era un rischio che, sul campo di battaglia, nessun generale si è voluto assumere.
Ma adesso, dopo tre anni, sono pronti a combattere. Sono più veloci delle prime unità testate e possono essere radiocomandati da distanze ancora maggiori. E, in caso di comportamento bizzarro, il soldato che li manovra può spegnerli semplicemente premendo il tasto "Kill" del suo radiocomando. Evitando così la tragica eventualità di un fuoco amico robotico.
Ma i soldier-bots non sembrano avere ancora la fiducia del comando Usa. Per adesso, infatti, ne saranno schierati solo tre. "Non sono ancora la priorità dell'esercito americano - dice Micheal Zecca - E non ci sono fondi sufficienti ad inviarne di più anche se noi siamo pronti a renderne operativi altri. Ma sono sicuro che, appena saranno stati testati in un'azione vera, i fondi arriveranno". |
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