| Scritto da illonghi,
06-04-2008 16:28
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Capace di volare senza pilota per trenta ore di fila
E´ torinese, pesa oltre tre tonnellate e vola a 45000 piedi da terra per più di 30 ore filate. Ma soprattutto funziona senza pilota: è uno dei nuovi aerei che stanno prendendo forma nei laboratori dell´Alenia, impegnati in prima linea su uno dei fronti avanzati della ricerca aeronautica, quello dei velivoli non pilotati (Unmanned Aerial Vehicles). Per ora si disegna, si fa testing e si annusa il mercato. Il progetto, sviluppato tra corso Marche e Caselle utilizzando in parte i fondi regionali per il distretto aerospaziale, decollerà fra qualche anno: « «Dal 2010-2012 ci sarà una grande richiesta di aerei senza pilota da parte del settore pubblico e dalla protezione civile. E nel 2020 in Europa il mercato dovrebbe essere da 40 miliardi», spiegano dall´Alenia.
Per arrivare pronta all´appuntamento, l´azienda ha aperto i cordoni della borsa: quest´anno il progetto sarà sostenuto da un investimento da 100 milioni e coinvolgerà una squadra di 50 progettisti. Le direttrici di ricerca sugli aerei "robotizzati" sono declinate su due fronti: un velivolo militare, per operazioni di ricognizione e di pattugliamento, e uno civile, per azioni di soccorso in caso di emergenze ambientali. Entrambi rigorosamente senza pilota: «Questi aerei si servono di un´intelligenza di bordo per eseguire missioni preordinate, ma anche per reagire a situazioni che si possono incontrare, grazie ad un avanzato sistema di sensori e radar», dicono dall´Alenia.
Gli «Unmanned aerial vehicles» pensati nelle incubatrici ingegneristiche di corso Marche sono un segnale della vitalità dell´azienda. Lasciatasi alle spalle i tempi bui in cui la crisi dell´aeronautica civile e militare l´aveva precipitata, da qualche anno, complice il risollevamento delle sorti del mercato, Alenia naviga nelle confortanti acque della ripresa e dell´espansione, tanto da aver arruolato 400 nuovi lavoratori negli ultimi tre anni ed essere riuscita tra il 2004 e il 2007 nell´impresa di raddoppiare il fatturato: da 1073 a 2307 milioni, prodotti per il 51%, pari a 1173 milioni, in Piemonte, dove lavorano 3729 addetti, il 28% dei 13302 totali. Una crescita che porterà ad un´ulteriore espansione della forza lavoro: « «Prevediamo per il 2008 una crescita di personale a Torino pari a 100 addetti. Tra questi, una ventina di ex operai Thyssen, che inizieranno fra una decina di giorni», dice l´ad Gianni Bertolone.
E mentre si prepara ad accasare i propri laboratori a Caselle, trasloco che terminerà nel 2010, Alenia sfodera le ambizioni: «Ci aspettiamo un raddoppio del fatturato per il 2010», dice l´azienda. Tenendo il piede ben saldo sull´acceleratore della ricerca e sviluppo, con 581 milioni investiti nel 2007, dei quali il 29%, pari a 170 milioni, nelle sedi torinesi. Un´iniezione di risorse che mantiene alto il fermento creativo dalle parti di corso Marche: l´altra linea di ricerca di Alenia si muove sulla direttrice dei "green aircraft", velivoli studiati per risparmiare carburante e ridurre le emissioni, sviluppati in collaborazione con Avio. Gli aerei "robotizzati" e gli aerei "verdi" affiancheranno le due principali linee di prodotto che attualmente escono dagli stabilimenti di Caselle: i caccia Eurofighter, una produzione in poker con aziende inglesi, tedesche e spagnole, che da poco viene esportata fuori dal quartetto dei Paesi realizzatori, e gli aerei da trasporto tattico C-27 J. E nel futuro di Alenia c´è anche il caccia Joint strike fighter, sviluppato da Lockheed Martin. L´accordo, che prevede di realizzare le ali e l´assemblaggio, porterà dal 2014 una nuova produzione in Piemonte, forse a Cameri.
Di Milena Vercellino
FONTE: LA REPUBBLICA - TORINO
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