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L'auto come un robot

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Scritto da illonghi, 11-10-2007 06:38

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L'auto? Si avvicina sempre di più a un robot. Sembra una battuta, ma è solo una considerazione tecnica: le sue nuove funzioni, complicatissime, sono infatti il frutto di sofisticati computer che riescono a fare praticamente di tutto. Ossia evitare l'accensione del motore se il pilota è ubriaco, far dialogare fra loro le diverse auto per evitare incidenti, segnalare con sistema luminosi l'arrivo in sorpasso di una vettura dall'angolo cieco posteriore o, addirittura, far ruotare l'abitacolo di 180 gradi per facilitare le manovre.

di VINCENZO BORGOMEO
FONTE: REPUBBLICA.IT

D'altra parte non è un caso che la Honda abbia speso due miliardi di dollari per sviluppare e progettare il famoso Asimo: sembra proprio che tante delle sue funzioni possano davvero trasferirsi all'auto. Non parliamo ovviamente della possibilità di ballare, ma della sua particolare raffinatezza nel riconoscere oggetti e cose.

In tutti i casi, riassumendo in estrema sintesi la direzione in cui l'industria dell'auto si sta muovendo, si può dire che il filone è quello che i tecnici chiamano "vedere, riconoscere e reagire".

"Vedere" è infatti il primo stadio funzionale viene attribuito al sistema di visione notturna. Proiettori abbaglianti ad infrarosso illuminano un'area di oltre 150 metri davanti al veicolo. Il fascio di luce non è visibile all'occhio umano e, pertanto, non abbaglia i guidatori che provengono dalla direzione opposta.

L'immagine agli infrarossi è acquisita grazie a una videocamera, la cui elettronica ad alte prestazioni converte i segnali in una immagine visibile all'occhio umano. Il display centrale consente al guidatore di identificare più rapidamente le situazioni pericolose e avere più tempo per reagire. Il sistema night vision assicura una maggiore sicurezza alla guida. Questo sistema è ormai offerto su Bmw Serie 7 e Serie 5, Mercedes Classe S e Audi A8, ma presto potrebbe debuttare anche su auto più popolari.

E in futuro? Il livello successivo è quello che gli esperti Bosch, il colosso mondiale dell'elettronica all'avanguardia su questo fronte, chiamano "riconoscere". Comprende funzioni che forniscono ancora più informazioni al guidatore. E per consentire alla tecnologia di reagire in modo intuitivo e analogo al cervello del conducente è necessario un notevole know-how tecnologico.
Ecco quindi che il sistema "Night Vision" sarà seguito da "Night Vision Plus", una tecnologia che sarà pronta per la produzione in serie entro il 2008. La tecnologia di elaborazione dei segnali di questo sistema è così intelligente da essere in grado, per esempio, di utilizzare i dati immagine forniti dalla videocamera per riconoscere con un alto grado di affidabilità se un pedone è fermo o in movimento. E' possibile inoltre evidenziare cromaticamente i pedoni sul display attirando l'attenzione del guidatore su di essi.

Il riconoscimento dei segnali stradali è un altro esempio delle funzioni di assistenza alla guida basate su video. Anche in questo caso i tecnici hanno reso i sistemi elettronici talmente intelligenti da poter rilevare e riconoscere dall'immagine video cartelli stradali predefiniti come limiti di velocità, cartelli di divieto di sorpasso, ecc. Il sistema visualizza quindi i cartelli stradali riconosciuti e aiuta il conducente a rispettarli.

In un ulteriore stadio di sviluppo dei sistemi di assistenza alla guida basati su video, la tecnologia potrà analizzare informazioni spaziali. Per ottenere tale risultato, gli esperti Bosch utilizzano la tecnologia "sensor data fusion", che unisce i segnali della videocamera e del sensore radar o quelli di due videocamere. L'immagine tridimensionale risultante è la base che permette all'elettronica, non solo di riconoscere situazioni critiche standard, ma anche di identificare situazioni critiche non predefinite dai progettisti.

Questa tecnologia consente fra l'altro anche di sviluppare il sistema Predictive Emergency Brake (PEB) in grado di rilevare che il guidatore non sta reagendo ad un impatto inevitabile contro un ostacolo. Così prende in mano il comando dell'auto e frena automaticamente, cercando di minimizzare la gravità dell'urto. Insomma, non siamo proprio al pilota automatico, ma poco ci manca...

   
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