| Scritto da illonghi,
10-12-2007 06:27
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Automi armati, robot da esplorazione, veicoli in network nel piano dell’esercito americano che rivoluzionerà i sistemi di combattimento
Sempre in rete come un computer connesso a internet, portatili come un cellulare, intuitive come un video game: così l’esercito americano immagina le tecnologie militari future.
FONTE: LA STAMPA
Un sogno che ha un nome, Future Combat System, e che si sta concretizzando nella creazione di una famiglia di armi rivoluzionarie, nate per rendere le guerre di domani una questione di mouse e computer, più che di truppe e fucili.
Fra armi di nuova concezione, robot, droni - automi con limitate capacità sensoriali - e veicoli speciali ad alimentazione ibrida connessi in rete, la brigata di stanza nella base di Fort Bliss, in Texas, sta sperimentando 14 differenti sistemi destinati a rendere più veloci e snelle le operazioni di combattimento.
Far fronte con maggiore prontezza ed efficacia a qualsiasi genere di minaccia può fare la differenza fra la vita e la morte soprattutto quando si ha a che fare con il nemico più subdolo e imprevedibile: la guerriglia. Sono perciò Iraq e Afghanistan a candidarsi come banchi di prova ideali per la prossima generazione di armi: sembra uscito dai fumetti, ma è perfetto per le strade di Baghdad o tra le montagne afghane il veicolo sperimentale, del tutto simile ad un mini-ufo, che potrà volare nei luoghi più inaccessibili per individuare eventuali pericoli con i suoi sensori e i suoi strumenti ottici.
Strumenti come questo si aggiungeranno a quelli già in via di sperimentazione: già nel 2005 il Pentagono ha inviato in Iraq un robot “con licenza di uccidere” chiamato Swords - acronimo di Special Weapons Observation Reconnaissance Detection Systems - equipaggiato con telecamere e armi di precisione e controllato da remoto. Mezzi simili, cingolati ma non dotati di sistemi di offesa, potranno servire per esplorare caverne, tunnel o sistemi fognari, ottimi nascondigli per uomini e armi, senza impiegare soldati.
Ma prima di confrontarsi con i militanti di Al Qaeda o i talebani, le nuove armi devono vincere una guerra tutta interna al Dipartimento della difesa: quella contro il tempo - il programma è in ritardo di anni rispetto al previsto - e per il denaro - servono 200 miliardi di dollari per sviluppare tecnologie tanto complesse, che rischiano di non arrivare mai sui campi di battaglia. |