| Scritto da illonghi,
05-12-2007 06:20
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Il risultato del progetto neuromath presentato a roma.
Rita Levi Montalcini: «È uno studio all'avanguardia che conferma il ruolo leader dell'Italia in questo settore»
È snodata e flessibile proprio come una mano umana ed è controllata «dal pensiero»: è il modello più avanzato di mano robotica controllata dai segnali elettrici emessi dal cervello, rilevati con l'elettroencefalogramma e trasmessi alla macchina per mezzo di un'interfaccia che li traduce in azioni. È il risultato del progetto Neuromath, condotto nell'ambito del programma europeo "Cost" dall'Università di Roma "La Sapienza", dalla Fondazione Santa Lucia di Roma e dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa.
CONTROLLO CON IL PENSIERO - «È uno studio all'avanguardia che conferma il ruolo leader dell'Italia in questo settore a livello internazionale», ha detto il Nobel Rita Levi Montalcini, aprendo il convegno dedicato al progetto e organizzato dalla Fondazione Santa Lucia. «La mano è nata per essere utilizzata come protesi», ha detto il responsabile del progetto, Fabio Babiloni, dell'università La Sapienza. Ora si sta lavorando per rendere il dispositivo sempre più leggero e «invisibile»: nell'arco di cinque anni i ricercatori contano di eliminare ogni filo e stabilire collegamenti wireless fra cervello e macchina. Nell'arco di dieci anni la cuffia che rileva i segnali elettrici del cervello potrà essere sostituita da minuscoli elettrodi nascosti fra i capelli. In un futuro più lontano le stesse tecnologie potrebbero entrare in ogni casa, per controllare «col pensiero» elettrodomestici, luci e gas.
FONTE: CORRIERE DELLA SERA
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