| Scritto da illonghi,
18-10-2007 06:50
|
Pagina vista : 500  |
Favoriti : 21 |
Alla scoperta di: «I Robot» con Piergiorgio Odifreddi.
E’ iniziato lunedì, al Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino, il nuovo ciclo di conferenze «Le 18 rivoluzioni della scienza che ci hanno cambiato la vita», realizzato in collaborazione con la Facoltà di Scienze MFN dell’Università e «Tuttoscienze»: negli incontri, sponsorizzati dalla Fondazione CRT, personalità del mondo scientifico illustrano i casi più interessanti di progresso. La conferenza «La robotica tra mito, realtà e futuro: siamo uomini o artificiali?» è stata tenuta da Piergiorgio Odifreddi, matematico dell’Università di Torino e della Columbia University.
Di CARLO GRANDE
FONTE: LA STAMPA
1 Professore, quando nascono davvero i robot?
La robotica è un’impresa che parte da lontano: l’idea di costruire macchine che simulino l’attività dell’uomo o lo sostituiscano inizia con i greci. Con Dedalo, ad esempio, che volle creare ali d’uccello per riuscire a volare. Omero racconta che Vulcano, il dio zoppo, nella sua fucina si muoveva appoggiandosi ad ancelle semoventi. Dunque, specie di robot. Gli scrittori hanno anticipato la realtà di secoli, a volte di millenni. La carrellata di miti arriva fino al film «Blade runner», che però non è propriamente dedicato alla robotica.
2 Robot, droidi, cyborg: spesso si fa confusione. Ci spiega?
Distinguiamo: robotica è costruire una macchina simile all’uomo, che faccia le sue funzioni, come racconta Fritz Lang in «Metropolis». Altra cosa, complementare, è l’intelligenza artificiale, cioè produrre una macchina che simuli l’uomo nel pensiero intellettuale. Anche qui la mitologia è antica: nel Settecento inventarono macchine che giocavano a scacchi e anche in «2001 Odissea nello spazio» di Kubrick il computer Hal gioca a scacchi. L’intelligenza artificiale confluisce poi in «Blade runner» nell’idea dell’androide, organismo in distinguibile dall’uomo, che simula bene le sue funzioni muscolari e intellettuali.
3 E’ vicino un futuro in cui uomo e macchina si confonderanno?
Dalle protesi di Dedalo agli occhiali, fino ai microchip e ai pace-maker. Il cerchio si chiude: costruiamo macchine per fornire all’uomo meccanismi che lo rendono sempre più simile alle macchine e tutto confluisce in una realtà mista, tra sogno e incubo. Dipende da chi osserva: per i luddisti, che diffidavano di qualsiasi macchina, ogni meccanismo era un incubo (e similmente lo è per chi capisce poco di tecnologia). E’ invece un sogno per i tecnocrati, che sanno cosa fare. In realtà tutto dipende da chi fruisce la robotica.
4 Quali saranno i vantaggi per le persone comuni?
Molti vedono la robotica come un incubo, ma è una contraddizione: viviamo in un mondo spesso antitecnologico e antiscientifico, ma paradossalmente siamo immersi nella tecnologia. Ci divertiamo con cellulari, auto, Ipod, anche se continuiamo a essere uomini umanistici. Colpa dei media e dei filosofi, che blaterano sulla «tekne», per non citare i Papi e i loro accoliti. Le conferenze dovrebbero servire proprio a questo: a sconfiggere la paura che deriva dall’ignoranza. |
|
|