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La robotica applicata alla chirurgia

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Scritto da illonghi, 15-10-2007 06:52

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Paolo Fiorini, quindici anni alla NASA, guida all’Università di Verona il progetto europeo Accurate Robotic Assistant (AccuRobAs)

FONTE: UNIVERSITY

Un assistente robot guidato a distanza da un operatore per interventi chirurgici particolarmente delicati. Si chiama AccuRobAs (Accurate Robotic Assistant) il progetto europeo che da un anno vede i ricercatori dell’Università degli Studi di Verona impegnati nello sviluppo di nuove tecnologie robotiche applicate alla chirurgia di ultima frontiera.

Guidata da Paolo Fiorini, docente di robotica, l’equipe veronese collabora con partner francesi e tedeschi e sta lavorando in particolare su due linee di ricerca. Da un lato studia l’interfaccia da offrire all’operatore che guida la macchina durante l’intervento; dall’altro realizza la tecnologia di telemanipolazione, ovvero gli strumenti necessari al comando a distanza. Per seguire le operazioni condotte dal robot, infatti, l’operatore-chirurgo si servirà delle immagini fornite da una microtelecamera, ma per integrarle efficacemente e raggiungere anche quei punti degli organi altrimenti non visibili, i ricercatori veronesi si sono avvalsi della tecnica della realtà aumentata: alle immagini reali si combineranno dei modelli ottenuti da precedenti analisi che consentiranno una visione a 360 gradi dell’organo in cura.

Per garantire una realistica percezione degli sviluppi dell’intervento è stato sviluppato un sofisticato joystick che reagisce sotto il controllo dell’operatore come se fosse effettivamente in contatto con il paziente. Questo grazie alla riflessione di forza che il robot, che svolge l’operazione, trasmette al joystick che lo guida da lontano.

I robot chirurgici attualmente in uso in chirurgia sono sviluppati solo negli Stati Uniti e ad oggi comportano costi molto elevati di realizzazione e manutenzione. Per questa ragione la ricerca europea sta inseguendo un’alternativa che sia non solo più economica, ma anche in grado di garantire performance più elevate, intervenendo con maggiore accuratezza su parti specifiche con conseguenze meno traumatiche per il paziente.

Il progetto, che si concluderà nel 2009, ha ricevuto dall’Unione Europea un finanziamento di tre milioni di euro. Paolo Fiorini, che coordina il laboratorio Altair del Dipartimento di Informatica dell’ateneo veronese, nel commentare i risultati raggiunti intravede scenari futuribili a non molti anni di distanza: «Nel campo della robotica svilupperemo nuove tecnologie – ha spiegato – ma tra la loro ideazione e applicazione pratica passeranno molti anni, spesi a certificare la loro efficacia e a trovare il modo di contenere i costi. È proprio la fattiva collaborazione con medici chirurghi che permette a noi ricercatori di indirizzare efficacemente i nostri sforzi e le nostre analisi».

Informazioni sul progetto al sito: http://www.accurobas.org/

   
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