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MAMBO DI BOLOGNA E ARTE ROBOTICA

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Scritto da illonghi, 24-09-2007 06:47

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Si è da poco concluso al Museo d’Arte Moderna di Bologna un interessante seminario sull’Arte robotica. Cosa si intende con questo termine? E’ presto detto, o meglio: ce lo dice Bill Vorn, sicuramente tra gli artisti che più hanno contribuito a dare forma a un ampio nucleo di opere esplorando le possibilità espressive della robotica.

Di Barbara Martusciello
FONTE: AGORA' MAGAZINE

Canadese, Vorn lavora su progetti di arte robotica dal 1992. Le sue installazioni sull’estetica dei comportamenti artificiali comprendono robotica, controllo del movimento, processi relativi al suono, illuminazione, video e cibernetica, e si basano su ricerche intorno al tema della vita artificiale e della robotica.

Non è facile l’approccio con questa particolare branca estetico-poetica ma lo è riuscire a lasciarsi andare alla spettacolarizzazione che in qualche misura è parte della sua comunicazione visiva.

L’arte "tecnologica" non può essere raggruppata in un’unica categoria indistinta. Intuizioni, circostanze sociali e opportunità tecnologiche possono dare vita a una serie di differenti pratiche artistiche riguardanti specifiche tecniche, strumenti e concetti tecnologici. Inoltre, per analizzarne esiti –ma anche concetti– è necessaria una continua attenzione agli sviluppi in campo scientifico, tecnologico e artistico.

Gli organizzatori del convegno si sono chiesti quindi quanto una pratica artistica tragga forza e significato esclusivamente dall’uso "di una tecnologia nella sua prima fase di accessibilità, in quanto rivendicazione culturale", così come se le arti tecnologiche cosiddette tradizionali possano "indebolire la loro carica sperimentale, abbandonando alcune peculiarità della tecnologia (il logos, ovvero: discorso, riflessione, pensiero) per esplorare i territori della tecnica".

Nella nostra cultura, fatta di pervasivi media elettronici, è necessaria una costante analisi della performance, della produzione multimediale, delle telecomunicazioni, delle installazioni interattive e del ruolo della robotica nell’arte contemporanea. Argomenti e realizzazioni spesso difficili da comprendere non solo dal grande pubblico.

Come tutti i settori dell’arte tecnologica -a partire dal cinema, dalla fotografia ai loro esordi ma anche passando per la successiva arte cosiddetta digitale- affronta "le difficoltà legate alla definizione del medium.

L’immaginario fantascientifico, i nuovi trend della ricerca scientifica e delle applicazioni industriali, le evoluzioni che la tecnologia impone al nostro modo di pensare, sentire e agire influenzano, ma non coincidono, con le tendenze dell’arte robotica. Anche se gli artisti, naturalmente, non ignorano le definizioni mitologiche, letterarie o industriali riguardanti i robot o le forme di vita artificiali, queste ultime non delimitano le categorie di alcuna opera di arte robotica. Ogni artista sviluppa le sue particolari strategie ed ibrida la tecnologia robotica con altri media, altri contesti, altri riferimenti culturali".

Nel seminario al MAMbo Bill Vorn ha affrontato queste tematiche e problematiche chiarendole attraverso la propria ricerca artistica nel campo dell’estetica del comportamento artificiale.

Le sue opere, infatti, concepite sulle basi di un principio di "decostruzione", suggeriscono comportamenti "disfunzionali", anomali e devianti attraverso un comportamento "macchinino-funzionale". Vorn opera quindi esprimendo la natura paradossale dell’Intelligenza Artificiale. Tra le sue opere più conosciute, le Hysterical Machines sono costituite da un corpo sferico e da otto bracci/a di alluminio. Ogni "Macchina Isterica" possiede un sistema di sensori, un sistema di motori e un sistema di controllo che funzionano come un sistema nervoso autonomo ed interamente reattivo. Queste macchine sono in grado di percepire la presenza umana e reagire ai visitatori in base agli stimoli ricevuti, dando vita ad una serie di interazione uomo/macchina e di interpretazioni sociali ed emotive basate su un singolo pattern dinamico.

Per saperne di più: www.percro.org; www.billvorn.concordia.ca; www.alab.hexagram.ca; www.hexagram.ca

   
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