| Scritto da illonghi,
27-03-2008 07:14
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Il gigantesco automa aiuterà l’equipaggio della stazione spaziale internazionale nelle operazioni di manutenzione
Lo hanno chiamato Dextre, cioè abile, capace, per regalargli un po’ di umanità e una personalità: ma lui è il “giocattolo”, tutto metallo e tecnologia, che sta tenendo impegnati gli astronauti dello Shuttle Endeeavour, partito martedì dal centro spaziale Kennedy, in Florida, e ora già perfettamente agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale.
Dextre, che si è anche meritato il soprannome di “Frankenstein dello spazio” per le sue dimensioni colossali e il suo aspetto “umanoide” fatto di decine di pezzi assemblati, è il robot di costruzione canadese che l’equipaggio sta montando, con l’obiettivo di fornire all’Iss un tuttofare esterno, che assista gli astronauti durante le passeggiate spaziali e li aiuti nelle operazioni di manutenzione dell’avamposto spaziale: “A dispetto della sua taglia enorme, Dextre è il primo robot spaziale capace di movimenti delicati”, spiega il dottor Dan Rey dell’agenzia spaziale canadese, “Potrà estrarre gli ‘organi vitali’ della stazione spaziale e, se presentano guasti o difetti, sostituirli”.
Ma Dextre non è il solo gigante ad aver viaggiato a bordo dell’Endeavour: lo shuttle ha consegnato all’Iss anche la prima parte dell’enorme laboratorio Kibo, realizzato dall’agenzia spaziale giapponese, che affiancherà presto il modulo scientifico europeo Columbus, portato in orbita poco più di un mese fa dallo shuttle Atlantis.
Le operazioni di montaggio sono state affidate a Richrad Linnehan e Garrett Reisman, che hanno dedicato completamente al robot la prima delle cinque passeggiate spaziali previste durante i 16 giorni della missione.
Anche in mezzo ad un’operazione così complessa, sull’Endeavour non si scordano le regole di sicurezza definite dopo la tragedia dello shuttle Columbia nel 2003, esploso appena dopo il decollo: prima dell’aggancio alla Iss, il comandante Dominic Gorie ha fatto fare alla navetta un giro su sè stessa di 360 gradi, in modo da poter vedere e far fotografare alle telecamere di sorveglianza l’intera superficie, per controllare che lo shuttle non sia danneggiato nelle sue parti vitali, il naso e le ali in particolare.
FONTE: LA STAMPA
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