| Scritto da illonghi,
13-07-2007 08:03
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Dalla fantascienza alla realtà. La fantascienza è quella di un film del 1966, Fantastic Voyage (titolo tradotto in italiano con un poco felice Viaggio allucinante), storia di un’esplorazione del corpo umano compiuta da un sottomarino e da un equipaggio miniaturizzati. La realtà è simile al film nell’idea di base. Scienziati degli israeliani Technion Institute di Haifa e dello Judea e Samaria College di Ariel, hanno infatti messo a punto un robot che misura appena un millimetro di diametro ed è potenzialmente in grado di muoversi attraverso le vene e le arterie, all’occorrenza anche nella direzione contraria a quello del flusso sanguigno.
Guidato dall’esterno applicando un campo magnetico nei pressi del paziente, alcune funzioni che il microrobot potrà svolgere sono ipotizzate in ambito oncologico, per esempio nella brachiterapia, procedura impiegata soprattutto nel trattamento dei tumori della prostata. Ma la sfida scientifica non si limita a quella, intuibile, della miniaturizzazione. Decisiva sarà la drastica riduzione della dispersione di energia prodotta dall’attrito del robot con il sangue, che amplierà le potenzialità del dispositivo alla trasmissione di immagini all’esterno e al rilascio mirato dei farmaci.
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