| Scritto da illonghi,
16-06-2008 00:00
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Tokyo, 18 giu. (Ap) - Quattro tra le maggiori case robotiche giapponesi uniscono le forze per fare fronte alla temibile concorrenza della Corea, mentre per il settore, da nicchia ispirata alla fantascienza che finora era stato, potrebbe presto esplodere un successo commerciale globale con la produzione di massa. Per anni e anni il Sol Levante ha dominato la robotica, creando fantasiose - ma costosissime - macchine in grado di danzare, suonare, pulire o dare la pappa agli animali domestici.
Finora questi sistemi hanno stentato a trovare posto nelle abitazioni dei non giapponesi, laddove nella madre patria godono di un certo successo. Ma il progresso tecnologico, la miniaturizzazione dei sistemi, l'aumento di efficienza delle batterie e le riduzioni dei costi promettono un futuro roseo per i robot.
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La Corea del Sud si è lanciata. Lo scorso febbraio il Parlamento di Seoul ha perfino varato una legge ad hoc, che punta a incentivare lo sviluppo della robotica, mentre il governo intende creare due parchi robotici tematici e ha dichiarato l'obiettivo di voler mettere un robot in ogni casa dei coreana entro il 2020.
Il Giappone reagisce: la Zmp di Tokyo, assieme alla Business Design Laboratory di Nagoya, la Vstone di Osaka e la Tmsuk di Fukuoka hanno deciso di creare una associazione per promuovere la cooperazione su ricerca e sviluppo nella robotica. Per anni i produttori nippon avevano operato rigorosamente per conto loro, nell'ambito di una forte rivalità.
A incentivare questa corsa alla robotica anche la questione demografica: il governo di Tokyo prevede che nel 2040 gli over 65enni rappresenteranno oltre un terzo della popolazione, il 36,8%, mentre i bambini solo il 9,3%. I robot potranno diventare le badanti del futuro, e grazie alla riduzione dei costi e ai progressi sulle prestazioni dei processori saranno magari in grado di rivaleggiare per affidabilità con quelle in carne ed ossa.
Già oggi possono fare da sorveglianza e allarme mobile: la Tmsuk produce un robot chiamato 'Roborior', che al costo di 2.700 dollari pattuglia e tiene sotto controllo case e uffici. Perfino in Italia di recente sono sbarcati alcuni modelli di robot pulitori, e in Nord America il fenomeno è in corso da qualche anno. Il numero uno di Tmsuk, Yoichi takamoto, prevede che entro 10 anni attorno ai villini giapponesi potrebbero gironzolare una varietà di robot impegnati in diverse mansioni. "Aiuteranno - spiega - anche se non necessariamente faranno proprio tutto". |
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