| Scritto da illonghi,
14-07-2008 00:00
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La tecnica servirà per le prossime missioni previste sul pianeta rosso
La sonda americana Phoenix ha raccolto campioni di suolo marziano ghiacciato “ideali” per provare l’esistenza di acqua. Lo sostengono con entusiasmo i ricercatori dell’università dell’Arizona a capo della attività della missione della Nasa dopo aver esaminato il materiale attraverso le foto inviate dalla sonda.
FONTE: CORRIERE.COM
I campioni, che ad un esame visivo sembrano fatti di ghiaccio misto a terra, sono stati raccolti da Phoenix nel suo trentatreesimo giorno su Marte e provengono dalla trincea scavata dal braccio robotico del lander che, prelievo dopo prelievo, sta diventando sempre più grande. Nel laboratorio a bordo della sonda, lo strumento Thermal and Evolved-Gas Analyzer (Tega) annuserà i frammenti con il suo naso artificiale per fiutare sostanze volatili e cercherà l’acqua, riscaldandoli nel piccolo forno programmato per far sciogliere il ghiaccio.
Intanto un gruppo di ricerca attivo fra Stati Uniti e Gran Bretagna ha messo a punto un laser a fluorescenza per cercare la vita su Marte e intende proporlo per le prossime missioni sul pianeta rosso. La tecnica è descritta sulla rivista dell’Unione Americana di Geofisica, Geophysical Research Letters, e usa la luce ultravioletta per identificare materia organica nel suolo.
Per le sue caratteristiche può essere utilizzata su uno dei veicoli automatici che Stati Uniti ed Europa intendono inviare sul suolo marziano nei prossimi anni. Ad esempio, il laser potrebbe far parte degli strumenti del Mars Science Laboratory che la Nasa intende lanciare nel 2009, o della missione “ExoMars” che l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha in programma per il 2013. Molecole organiche come gli idrocarburi policiclici aromatici (Pah), veri e propri mattoni della vita trovate su comete, meteoriti e nella polvere interstellare, diventano fluorescenti se vengono colpiti dai raggi ultravioletti, proprio come accade agli organismi viventi. Per mettere alla prova il laser cerca-vita i ricercatori hanno costruito una replica del suolo marziano “arricchendola” con idrocaburi policiclici aromatici in proporzione di 50 parti per milione, la stessa che si ritiene sia presente nei meteoriti. |