| Scritto da illonghi,
23-06-2008 00:00
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Il congresso italiano dei giovani chirurghi di Perugia ha segnato una tappa significativa del lavoro mio e dei miei colleghi. Ringrazio, per questo, Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, il quale durante la cerimonia inaugurale ha parlato della grande speranza che nasce dal nostro entusiasmo e dalla nostra voglia di fare.
La chirurgia è cambiata velocemente con nuove acquisizioni tecniche come i robot, e, proprio per questo, oltre a impegnarsi nello studio in senso tradizionale, il giovane chirurgo, nella lunga fase della formazione, deve acquisire anche conoscenze tecnologiche sempre più sofisticate nel campo dell'informatica e dell'elettronica applicata alla Sanità.
Presidente del Congresso Italiano dei Giovani Chirurghi
FONTE: IL TEMPO.IT
Anche se la percentuale dei successi in campo chirurgico è aumentata in maniera enorme (pensiamo alla chirurgia dei tumori, dove gli episodi mortali nel decorso postoperatorio sono scesi dal 20 per cento dei casi di qualche anno addietro, a un modesto e quasi ineliminabile 1,78 per cento) la sensazione provocata da alcuni recenti episodi di cosiddetta malasanità condiziona, purtroppo, pesantemente la nostra disciplina. La soluzione più efficace è quella di dare più spazio alla corretta e adeguata formazione professionale dei giovani che si affacciano al mondo della chirurgia. È una necessità assoluta, oltre che un investimento vitale per tutta la società. A questo dobbiamo aggiungere il problema di dare alla nostra categoria, come ha rilevato il presidente della Società Chirurgica Italiana, professor Tersigni, una maggiore possibilità di decidere e organizzare il lavoro.
Nonostante le nostre difficoltà, si registra una limitata disaffezione dei giovani nei confronti della chirurgia. Al contrario, si assiste a un continuo aumento delle iscrizioni ai corsi di chirurgia da parte delle donne. La tenacia, la volontà ferrea delle nostre colleghe, in molti casi ormai superiori a noi come numero, costituisce anche uno stimolo per un confronto sempre più serrato.
Questo non toglie tuttavia che uno dei nostri problemi è costituito dalla lentezza e dalla difficoltà con cui si ottiene lavoro negli ospedali di alcune regioni. Per aumentare la qualità e la quantità delle esperienze, nell'organizzare il congresso ci siamo impegnati con un grande sforzo economico alla creazione di un Wet Lab, letteralmente un laboratorio bagnato, grazie alle capacità organizzative del dott. Niccolò Daddi e alla presenza a Perugia di un'attrezzatissima Facoltà di Veterinaria. È stata un'esperienza importantissima che ha arricchito le conoscenze tecniche di molti di noi. Purtroppo le pratiche di questo genere non possono essere compiute solo al computer ma ci deve essere un necessario impatto con la realtà. I giovani chirurghi, prima ancora di qualsiasi richiesta di carattere economico, auspicano una formazione professionale sempre più adeguata alle esigenze dei tempi e al progresso scientifico. Invece, tutto diventa ogni giorno più difficile anche perché molti ospedali sono accorpati e l'attività chirurgica finisce per concentrarsi su pochi centri di eccellenza.
In un settore così delicato della vita nazionale è tuttavia importante assicurare un impiego oculato delle disponibilità economiche evitando sprechi inutili. La sanità italiana sia pubblica sia privata è una risorsa preziosa che deve essere tutelata e difesa, oltre che costituire un legittimo motivo di orgoglio per tutta la nazione quando si raffrontano i sistemi sanitari di diversi paesi. Infine un ringraziamento a tutti quelli che hanno collaborato al successo, da molti definito straordinario, del congresso di Perugia, in particolare al professor Francesco Bistoni, Magnifico Rettore dell'Università di Perugia che ha creduto sin dall'inizio a questa iniziativa e al nostro maestro, il professor Giuliano Daddi decano della Chirurgia Umbra. |
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